Mental coach: chi è e cosa fa

La figura del Mental coach è sempre più richiesta, in diversi ambiti ed è per questo che è sempre più diffusa. Per comprendere chi è e cosa fa il mental coach, potremmo partire dalla traduzione letterale: “allenatore della mente”. Quindi, è una figura professionale che agisce con lo scopo di facilitare il cambiamento del coachee (cliente) e il raggiungimento di obiettivi intervenendo sull’atteggiamento mentale.

Pertanto, potrebbe offrire uno sbocco lavorativo molto interessante. Di seguito, vediamo quindi come diventare Mental coach, quanto guadagna il coach, quali sono i requisiti, gli sbocchi e se conviene davvero svolgere la professione del mental coach.

Dove lavora un Mental coach: sbocchi lavorativi

La figura del Mental coach viene spesso associata al settore sportivo. Per aiutare gli atleti, ma anche gli allenatori a superare un momento di blocco. Ma ormai è chiamato in causa in tanti ambiti:

  • in aziende, per aiutare manager, quadri o dipendenti a superare i propri obiettivi, migliorare le proprie performance ed esprimere il potenziale. In questo caso, puoi approfondire il business coaching.
  • nelle organizzazioni, con attività di team coaching e group coaching.
  • per freelance e liberi professionisti (dai copywriter agli artisti passando per commercianti e architetti, ecc.) aiutandoli nella organizzazione del lavoro, nella gestione delle difficoltà e nel raggiungimento degli obiettivi.
  • nel privato per migliorare i livelli di benessere individuali, le capacità di relazionarsi e comunicative e per ottenere cambiamenti personali. Puoi approfondire il life coaching, in questo caso.
  • nel mondo sportivo. In questo caso, lo Sport Coach lavora con atleti, trainers, allenatori per ottenere una migliore performance.
  • nell’orientamento lavorativo o, in generale, alla vita, come fa l’Ikigai Coach.

Il mental coach si è diffuso in tantissimi altri ambiti e, ormai, c’è un coach per ogni ambito. Dobbiamo però specificare che la NORMA UNI del coach ha individuato alcuni ambiti del coaching. I principali sono quelli appena indicati.

Infine, va specificato che individuare il proprio ambito di intervento è importante per aumentare le proprie possibilità di lavorare come mental coach.

Come diventare Mental coach

Per poter lavorare come mental coach è necessario, ovviamente, diventare mental coach seguendo un percorso professionalizzante. Partiamo col dire che non esiste né un corso di laurea specifico per diventare Mental coach, né un Albo. Tuttavia, sarebbe sbagliato credere che si tratti di un ambito professionale dove regni l’anarchia.

Infatti, la professione del coach viene regolamentato dalla legge n. 4 del 14 gennaio 2013 che ne definisce per grandi linee come dovrebbe agire. Inoltre, tale legge consente di iscriversi su base volontaria alle associazioni di categoria professionali inserite negli elenchi del Ministero dello Sviluppo economico. Tali associazioni potranno poi rilasciare un attestato di qualifica professionale dei servizi prestati dai soci.

Pertanto, al fine di avere un riconoscimento, sarebbe opportuno rivolgersi ad Associazioni come:

In genere,  si tratta di corsi che durano almeno 80 ore, nel corso dei quali si affrontano argomenti come:

Ovviamente, è importante è affidarsi a persone competenti, qualificati, riconosciute come tali. Meglio accertarsene anche tramite le recensioni rilasciate da chi ha già seguito i loro corsi. Il rischio è di perdere soldi e tempo, cosa che di questi tempi non può permettersi più nessuno.

Differenze tra Sport coach, Life coach e Business Coach

In termini di preparazione generica non esistono differenze tra Sport coach, Life Coach e Business Coach. Infatti, si tratta di professionisti con le stesse competenze e abilità di base. Inoltre, sono accumunati dalla conoscenza della metodologia del coaching.

Le differenze le troviamo nell’utilizzo di strumenti, tecniche e abilità specifiche per ogni ambito. Anche se, ovviamente, esistono anche dinamiche e obiettivi comuni al life, sport e business coaching. Per esempio, lavorare sulla gestione dello stress o delle emozioni può essere un obiettivo comune ai tre ambiti di intervento.

Solitamente, a distinguere un Life Coach, da uno sport coach o da un business coach è un percorso di specializzazione e specifico che il singolo ha seguito dopo aver seguito il percorso base. In alternativa, esistono percorsi specifici per formarsi in modo dettagliato e mirato in un singolo ambito, come per esempio la Scuola di Sport Coach che presenta un programma totalmente tagliato sullo sport.

Quali sono i requisiti per lavorare come Mental coach

Vediamo quali sono alcuni dei requisiti per poter lavorare come mental coach. Essendo una professione basata sulla relazione efficace, è importante avere una predisposizione all’ascolto, all’empatia, all’assertività. Inoltre, sarà vantaggioso avere una buona intelligenza emotiva e ottime capacità comunicative come requisiti ulteriori.

Il problem solving, la creatività e le capacità organizzative possono aiutare ulteriormente la professione del coach e aumentare le tue possibilità lavorative nel mondo del coaching.

Infine, un buon mental coach è una persona che ha lavorato tanto su se stessa, è in continua formazione e aggiornamento, ha a cuore la propria crescita personale ed è costantemente in apprendimento. Insomma, vi è un certo coaching mindset da sviluppare e allenare.

Sono tutti requisiti molto importanti che però possono essere sviluppati anche durante il percorso formativo per diventare coach. Allo stesso tempo, è innegabile che avere predisposizioni rispetto a quanto indicato agevola il successo professionale nel settore del coaching.

Quale laurea serve per fare il Mental coach?

Non esiste un corso di laurea obbligatorio per diventare coach e lavorare come mental coach. Ovviamente, aver seguito percorsi di studi umanistici, come psicologia, scienze della formazione, giurisprudenza, lettere, filosofia, sociologia e scienze della comunicazione possono agevolare lo studio e la preparazione, soprattutto, come life coach.

Oppure, percorsi di studi come economia e commercio, marketing e ingegneria gestionale possono aiutarti a lavorare come mental coach nel business coaching.

Infine, vi sono tutti i percorsi di laurea affini al mondo sportivo: Scienze Motorie, Management dello Sport e fisioterapia offrono competenze e abilità che possono essere utili per lavorare nello sport coaching.

Quanto guadagna un Mental coach: lo stipendio

Non esiste uno stipendio fisso per un Mental coach, a meno che non lavori come dipendente per una società che si occupa di ciò. In genere, una sessione con un cliente dura un’ora e la parcella dipende da vari fattori: la propria esperienza, l’ambito di cui si occupa, il target dei clienti. In genere, quindi, il mental coach può guadagnare dagli 80 euro fino ai 350 euro. La media invece si attesta intorno ai 200 euro a sessione.

Pertanto, i compensi possono variare tantissimo e non si può dare una cifra fissa. Ma se si diventa bravi e si ha un pazienza nel costruire la propria reputazione e autorevolezza, i guadagni potranno essere notevoli.

Per lavorare come Mental coach serve la Partita Iva?

Se la professione viene svolta in modo continuativo ed è prevalente, allora sì. Altrimenti può bastare una ritenuta d’acconto per mettersi in regola col Fisco. La Partita Iva diventa necessaria se i compensi annui superano i 5mila euro lordi all’anno.

Il consiglio è comunque quello di farsi assistere da un commercialista o da un consulente del lavoro, giacché questa materia è molto intricata ed è facile sbagliare.

Conviene lavorare come Mental coach? Vantaggi e svantaggi

Vediamo quali sono i Pro e i Contro di fare il mental coach.

Vantaggi

  • Lavoro stimolante e gratificante;
  • Non esiste un percorso accademico obbligatorio da svolgere e questo può essere un vantaggio per chi ha già una certa predisposizione a svolgere questo lavoro;
  • Ottime prospettive di guadagno.

Svantaggi

  • Figura professionale che viene confusa con altri approcci come il counseling, la consulenza o il formatore motivazionale;
  • I guadagni possono variare tanto e nei primi anni la strada potrebbe essere in salita;
  • Si tratta di una metodologia in costante cambiamento ed evoluzione, quindi è necessario aggiornarsi costantemente.

Questi sono alcuni dei vantaggi e degli svantaggi del lavorare come mental coach. Ovviamente, non è un’analisi completa e dettagliata, ma abbiamo scelto i punti più salienti.

Come lavora un mental coach?

Il mental coach lavora, solitamente, con queste modalità: prima di tutto, vi è un incontro conoscitivo, che potrebbe essere anche gratuito. Durante l’incontro conoscitivo, il mental coach spiega al cliente (coachee) come funziona il coaching e comprende se la metodologia del coaching è adeguata alle richieste del cliente. 

Successivamente, si stabiliscono le sessioni di coaching, che si tengono una volta a settimana o una volta ogni quindici giorni e hanno la durata di circa 45 minuti cadauna.

Durante le sessioni di coaching, il mental coach aiuta il coachee a definire l’obiettivo di cambiamento, il piano d’azione e i passi da seguire. Durante il percorso, il coach potrebbe lavorare sul midnset, sul potenziale del coachee, sull’atteggiamento, sulle Risorse Interne e sulla consapevolezza.

Alcuni coach lavorano esclusivamente con le domande potenti, mentre in Master Coach Italia offriamo anche tecniche, strumenti e abilità, per rendere il coach ancora più abile ed efficace. Inoltre, alcuni coach lavorano solo durante la sessione di coaching, invece, nella Scuola di Coaching MCI consegniamo anche i compiti a casa per consentire al coachee di lavorare anche a casa e quindi al di fuori della sessione di coaching.

Avatar per Master Coach Italia

Scuola di Coaching Master Coach Italia

Il nostro percorso formativo “Scuola di Coaching MCI” è riconosciuto da Asso.Co.Pro. (Associazione Coach Professionisti).

Le nostre sedi: Milano | Roma | Bari