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La teoria del gioco finito e del gioco infinito

Nel suo bestseller del 2019, “Il Gioco Infinito”, Simon Sinek (autore di diversi libri sui temi della comunicazione e della leadership) propone una rivoluzionaria prospettiva sul business, sfidando la concezione tradizionale del successo come raggiungimento di un obiettivo finale.

Sinek, ispirandosi alla teoria del professor James P. Carse descritta nel testo Finite and Infinite Games: A Vision of Life as Play and Possibility, introduce la metafora del gioco infinito, contrapponendola al gioco finito, per delineare due distinte mentalità che guidano le aziende, le organizzazioni e i loro leader.

In questo modo, l’autore Simon Sinek, presenta una prospettiva intrigante sulla competizione e sull’innovazione nel contesto degli affari e dell’etica. Contrapponendo al paradigma del Gioco Finito, in cui vi è solo un vincitore e dei perdenti e in cui si ha una prospettiva a medio termine, al Gioco Infinito, in cui l’obiettivo principale non è la vittoria finale, ma il perseguimento di un vantaggio duraturo e che sia collettivo, in una prospettiva a lungo termine.

Una teoria che possiamo applicare anche a ciuscun individuato, a ciascun progetto e a come ogni individuo sceglie di muoversi nel mondo che abita.

Scopriamo nel dettaglio cosa intende, Simon Sinek, con gioco finito e gioco infinito, quali sono le differenze e cosa comporta adottare una prospettiva da gioco finito, piuttosto che una prospettiva da gioco infinito.

Gioco finito vs Gioco infinito: le differenze chiave

Prima di tutto, scopriamo quali sono le caratteristiche e le differenze chiave del gioco finito e del gioco infinito. Queste differenze ci consentiranno di comprendere meglio la distanza che c’è tra il mindset da gioco finito e il mindset da gioco infinito.

Gioco finito. Nel gioco finito troviamo un numero limitato di giocatori, quindi non tutti possono giocare. Durante il gioco, le regole sono ben definite, stabilite e non cambiano mai. L’obiettivo per i giocatori è solo quello di vincere e, quindi, di non perdere. Pertanto, avremo necessariamente sempre dei vincintori e dei vinti.
Nel gioco finito il paradigma è a breve termine, focalizzato sulla competizione e sul risultato immediato.
Quindi, ricapitolando, nel gioco finito abbiamo:

  • Numero limitato di giocatori (competitors)
  • Regole ben definite e stabilite
  • Obiettivo chiaro: raggiungere un punto finale (es. massimizzare profitti, conquistare quote di mercato)
  • Esito deterministico: vincitori e vinti
  • Mentalità focalizzata sul breve termine, sulla competizione e sul risultato immediato

Gioco infinito. Nel gioco infinito troviamo, invece, un numero illimitato di giocatori o stakeholder. Le regole sono in continuo cambiamento ed estremamente flessibili. L’obiettivo del gioco infinito non è vincere, ma continuare a giocare il più a lungo possibile, nelle migliori condizioni possibili e far progredire il gioco stesso. Nel gioco infinito, ovviamente, l’esito non è mai stabilito per sempre, non è mai definitivo e non è solo il successo. Infine, nel gioco infinito il paradigma è a lungo termine, focalizzato sull’evoluzione continua e sulla collaborazione.
Quindi, ricapitolando, nel gioco infinito abbiamo:

  • Numero illimitato di giocatori (stakeholder)
  • Regole flessibili e in continua evoluzione
  • Obiettivo non definito: continuare a giocare e far progredire il gioco stesso
  • Esito indeterministico: il successo non è mai definitivo
  • Mentalità focalizzata sul lungo termine, sulla collaborazione e sulla crescita continua

Pertanto, risultano molto evidenti le differenze tra le due tipologie di gioco. Tali differenze portano anche a due stili di leadership opposti tra loro.

Leader del gioco finito vs Leader del gioco infinito

Il leader caratterizzato dal gioco finito, che guida la sua organizzazione in questa ottica e si relazione con le sue Risorse con il paradigma del gioco finito sarà ossessionato dai risultati a breve termine, prenderà decisioni basate quasi esclusivamente sul profitto immediato e penserà solo in termini di vittoria o sconfitta. Come un gladiatore nel Colosseo, il leader del gioco finito penserà soltanto a sconfiggere il nemico, creerà un ambiente competitivo e stressante e non riuscirà a guardare molto lontano.

Invece, il leader che decide di giocare al gioco infinito, si concentrerà sul costruire un’organizzazione resiliente e duratura. Sarà un leader che si preoccupa delle generazione future, piuttosto che dei trimestri, prenderà decisioni basate sulla visione e sul valore offerto. Il leader del gioco infinito vede i concorrenti come organizzazioni da cui imparare e distinguersi, offrendo qualcosa di diverso. Creano un ambiente collaborativo e stimolante. Amano guardare lontano e scrutare l’orizzonte.

Ovviamente, due tipologie di leadership così distanti, producono risultati diametralmente opposti, con conseguenze profondamente differenti.

Risultati e conseguenze del gioco finito e del gioco infinito

I risultati e le conseguenze del gioco finito e del gioco infinito sono completamente diversi e molto distanti tra loro. Infatti, le organizzazioni, le aziende e i progetti con una mentalità da gioco finito hanno una cultura aziendale basata sulla paura e il controllo. Spesso, hanno un impatto negativo sulla società e la collettività.
Sono organizzazioni, gruppi e team molto vulnerabili al cambiamento e all’innovazione. Tendono a sacrificare ciò che è importante per un successo a breve termine.

Invece, le organizzazioni che adottano una gioco infinito hanno risultati e conseguenze molto differenti. Prima di tutto, sono aziende, gruppi di lavoro e progetti che tendono ad avere un impatto positivo sulla società. Sono impegnate a diffondere una cultura basata sulla fiducia e sulla collaborazione. Queste organizzazioni, grazie al loro gioco infinito, riescono ad essere resilienti e flessibili, rispondono bene al cambiamento e all’innovazione.

Possiamo, quindi, riassumere i risultati e le conseguenze del gioco finito e del gioco infinito nelle organizzazione in questo modo:

Aziende con mentalità da gioco finito:

  • Spesso sacrificano la salute a lungo termine per il successo a breve termine
  • Sono vulnerabili a cambiamenti del mercato e innovazioni
  • Hanno una cultura aziendale basata sulla paura e sul controllo
  • Tendono ad avere un impatto negativo sulla società

Aziende con mentalità da gioco infinito:

  • Sono più resilienti e adattabili alle sfide
  • Hanno una cultura aziendale basata sulla fiducia e sulla collaborazione
  • Tendono ad avere un impatto positivo sulla società

A questo punto, però, possiamo chiederci: “come favorire il mindset del gioco infinito“? Se volessimo insegnare a noi stessi, ai leader del presente e del futuro e portare nelle nostre organizzazioni il gioco infinito, come potremmo adoperarci? Probabilmente, il coaching generativo potrebbe essere un approccio estremamente funzionale.

Il coaching generativo per il gioco infinito

Il Coaching Generativo può essere l’approccio ideale per favorire il gioco infinito. Infatti, il coaching generativo è un processo collaborativo che non fornisce soluzioni preconfezionate, ma accompagna il cliente nel suo viaggio di scoperta e crescita. Condivide pienamente la visione del “gioco infinito” e offre un approccio innovativo alla crescita personale e professionale.

Attraverso un processo di domande potenti e ascolto profondo, il coach generativo aiuta il cliente a:

  • Espandere la propria consapevolezza: esplorare i propri valori, le proprie passioni e il proprio purpose.
  • Affrontare le sfide con una mentalità di crescita: vedere gli ostacoli come opportunità di apprendimento e sviluppo.
  • Sviluppare la propria leadership interiore: coltivare la capacità di guidare se stessi e gli altri verso un futuro migliore.
  • Creare un impatto positivo sul mondo: allineare le proprie azioni con i propri valori e contribuire a un mondo più sostenibile e giusto.

In questo modo, il Coaching Generativo aiuta le persone a liberare il proprio potenziale inespresso, costruire relazioni più profonde e autentiche e contribuire a un futuro migliore per se stessi e per il mondo.

Ovviamente, per poter praticare il coaching generativo il primo passo è quello di diventare coach seguendo un percorso riconosciuto da Asso.Co.Pro. o ICF e che utilizzi l’approccio generativo.

Esiste un modo per sperimentare il coachin generativo e accompagnare le organizzazioni e gli individui ad allenare il mindset del gioco infinito? La Teoria-U di Otto Scharmer (MIT di Boston) può essere una valida risposta.

La Teoria-U per il gioco infinito

La Teoria U di Otto Scharmer –  professore al MIT di Boston e fondatore del Presencing Institute – è una metodologia sviluppata in oltre venti anni di studi e già utilizzata con successo da numerosi persone, in tutto il mondo, per affrontare le sfide del futuro e favorire il gioco infinito.
La Teoria U oltre ad essere una metodologia, è un approccio che ha un impatto enorme sul nostro modo di pensare (mente), percepire (cuore) e agire (volontà).
Infatti, La Teoria U di Otto Scharmer auspica il passaggio da un vecchio “ego-sistema”, incentrato esclusivamente sul benessere egoistico, ad un “eco-sistema”, in grado di occuparsi del benessere reale del singolo e della collettività.

Insomma, anche la Theory-U promuove il gioco infinito e attraverso la sperimentazione della Theory-U si può allenare non solo il mindset del gioco infinito, ma apprendere tecniche ed esercizi per sviluppare il proprio gioco infinito, sia a livello individuale che collettivo.

Le aziende che adottano il gioco infinito

Diverse aziende stanno adottando i principi del “Gioco Infinito” di Simon Sinek, basandosi su una mentalità di resilienza, adattamento e crescita a lungo termine, sostenibilità, cooperazione e sguardo rivolto alle future generazioni.

Tra le aziende che adottano il gioco infinito possiamo citare:

  • Tesla: Elon Musk ha spesso menzionato il libro di Sinek come fonte di ispirazione per la sua visione di Tesla come azienda che mira a rivoluzionare il settore automobilistico e l’energia sostenibile.
  • Patagonia: Il marchio outdoor Patagonia è noto per il suo impegno nella tutela dell’ambiente e nella responsabilità sociale, valori che si allineano con la filosofia del “Gioco Infinito”.
  • Haier: Il gigante cinese degli elettrodomestici Haier ha implementato un modello di gestione chiamato “Rendanheyi” che si basa sulla creazione di micro-imprese interne e sulla collaborazione, principi che rispecchiano l’idea di un gioco infinito.
  • LEGO: L’azienda di giocattoli danese è conosciuta per la sua capacità di reinventarsi e di adattarsi alle nuove generazioni, caratteristiche che rispecchiano l’idea di un gioco senza fine.

È importante sottolineare che non esiste una lista definitiva di aziende che adottano il “Gioco Infinito”. L’adozione di questa filosofia può avvenire in modi diversi e con gradi di enfasi differenti. Tuttavia, le aziende che si concentrano su una visione a lungo termine, sulla resilienza, sull’adattamento e sulla crescita sostenibile sono quelle che hanno maggiori probabilità di prosperare nel mondo in continua evoluzione di oggi.

Inoltre, è importante ricordare che il “Gioco Infinito” non è una formula magica per il successo. Richiede un impegno costante da parte dei leader e dei dipendenti per mettere in pratica i suoi principi. Tuttavia, per le aziende che sono disposte a fare questo sforzo, il “Gioco Infinito” può essere una potente leva per raggiungere un successo duraturo.

Fonti e testi sul gioco infinito

Il Gioco Infinito di Simon Sinek (2019): il libro offre una spiegazione approfondita della filosofia del “Gioco Infinito” e fornisce esempi di aziende che l’hanno adottata con successo.
In alternativa, puoi ascoltare questo video, in cui Simon Sinek spiega il gioco infinito e risponde alle domande del pubblico.

Coach Adamo
Direttore Scuola di Coaching MCI

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