Il termine sensorialmente basato si riferisce alla capacità di radicare esperienza, pensiero e azione nei canali sensoriali primari: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. È un approccio utile in psicologia, nelle neuroscienze e soprattutto nel coaching. Ha una duplice finalità: innalzare i livelli motivazionali rispetto alle azioni da compiere per raggiungere un obiettivo e verificare la coerenza interna rispetto al cambiamento richiesto. 
In questo articolo, spieghiamo nel dettaglio cos’è il sensorialmente basato, a cosa serve e come utilizzarlo nel coaching

Cosa significa “sensorialmente basato”

Sensorialmente basato significa descrivere un obiettivo (o un risultato o un cambiamento) in termini sensoriali, quindi definendo gli aspetti visivi, uditivi, olfattivi e gustativi. Infatti, il sensorialmente basato risponde a queste domande:

  • Cosa vedi e come ti vedi?
  • Cosa ti dici?
  • Quali odori ci sono?
  • Se il tuo obiettivo potesse avere un sapore?

A queste domande, solitamente, nel coaching aggiungiamo la domanda:

  • Come ti senti?

Il sensorialmente basato viene utilizzato perché ogni esperienza viene filtrata e codificata attraverso i sensi. Quando una persona ricorda un evento o proietta un’immagine nel futuro, utilizza immagini, suoni, sensazioni fisiche, odori o sapori.

I vantaggi del sensorialmente basato nel coaching

Il sensorialmente basato può essere molto importante durante le sessioni di coaching, perché può essere utile su diversi fronti.

Prima di tutto, usare un linguaggio sensoriale in sessione aiuta a:

  • Chiarire obiettivi e intenzioni: tradurre desideri vaghi in immagini ed esperienze verificabili.
  • Favorire consapevolezza: portare attenzione a segnali percepibili e quindi misurabili.
  • Sviluppare presenza: ancorare il coachee all’“adesso”, non solo ai pensieri astratti.
  • Attivare motivazione: collegare l’obiettivo a sensazioni piacevoli aumenta l’ingaggio.
  • Sostenere il cambiamento: la simulazione sensoriale attiva reti neurali simili alla realtà vissuta.

In secondo luogo, il sensorialmente basato consente al coachee di immaginarsi e vedersi ad obiettivo raggiunto. Questa forma di proiezione può innalzare i livelli motivazionali e la spinta all’azione, poiché il coachee avrà una visione chiara e nitida del cambiamento desiderato.

Infine, il sensorialmente basato nel coaching è utilissimo per verificare l’eventuale coerenza tra l’obiettivo desiderato e l’autenticità del coachee. Infatti, in molti casi, il coachee non riesce ad ottenere il cambiamento voluto, perché lo stesso cambiamento non è in linea con i valori, i principi e l’autenticità del coachee. In questi casi, il sensorialmente basato riesce a comunicare eventuali stonature interne, dissonanze e conflitti interiori.

Come usare il sensorialmente basato nel coaching

1) Definizione degli obiettivi e dello stato desiderato

Per usare il sensorialmente basato nel coaching, il primo passo deve essere quello di supportare il coachee nella definizione e individuazione del proprio obiettivo.

2) Porre le domande del sensorialmente basato

Dopo aver definito l’obiettivo, chiedi al coachee di immaginarsi ad obiettivo raggiunto e poni le domande del sensorialmente basato. Se vuoi rendere tutto più profondo ed efficace puoi utilizzare una visualizzazione guidata.

3) Verificare le risposte

Mentre poni le domande del sensorialmente basato, è importante calibrare la risposta non verbale del coachee per osservare le sue reazioni. Infatti, il coachee deve potersi visualizzare pienamente e totalmente ad obiettivo raggiunto e restituirti un feedback verbale e non verbale coerente.

Questa è la fase più delicata in cui occorre avere esperienza diretta sul campo. Per questo, è importante seguire un corso di coaching per diventare coach che ti consenta di allenarti in simulate di coaching.

4) Risposta emotiva positiva

Al termine del processo, il coachee deve associare all’obiettivo una risposta emotiva positiva. Solo un’emozione positiva consentirà di attivare realmente il coachee e comunicherà che c’è coerenza interna.

Esercizio pratico: il futuro vissuto nei sensi

Obiettivo: rendere concreto e motivante uno stato desiderato.

  1. Scegli un obiettivo specifico e rilevante.
  2. Immagina di essere nel momento in cui l’hai già raggiunto.
  3. Rispondi con dettagli sensoriali:
    • Vista: cosa vedi intorno a te?
    • Udito: che suoni o parole senti?
    • Tatto/Propriocezione: quali sensazioni percepisci nel corpo?
    • Olfatto/Gusto: ci sono odori o sapori associati?

Follow-up (coaching): definisci una piccola azione in 24–72 ore che renda tangibile almeno uno dei segnali sensoriali descritti.

Perché il sensorialmente basato funziona: le spiegazioni neuroscientifiche

Il cervello non distingue in modo netto tra ciò che viviamo realmente e ciò che immaginiamo in modo vivido. Quando descriviamo un obiettivo attraverso i sensi – cosa vediamo, cosa sentiamo, che emozioni percepiamo nel corpo – si attivano le stesse aree neurali coinvolte nell’esperienza reale.

L’ippocampo integra queste informazioni creando una memoria concreta, la corteccia sensoriale riattiva immagini, suoni e sensazioni, mentre il sistema limbico e le aree dopaminergiche le associano a emozioni e motivazione.

Questo significa che il sensorialmente basato non solo rende un obiettivo più chiaro e verificabile, ma lo fa già vivere al cervello come se fosse stato raggiunto. In questo modo aumenta la motivazione, rafforza la coerenza interna e riduce i conflitti tra ciò che desideriamo e ciò che realmente siamo. È per questo che nel coaching questo approccio si rivela così potente: un obiettivo tradotto nei sensi diventa più concreto, più autentico e più facilmente trasformabile in azione.

Imparare ad usare il sensorialmente basato nel coaching

Per imparare ad utilizzare il sensorialmente basato nel coaching puoi seguire la Scuola di Coaching MCI, oppure la Scuola di Sport Coaching, oppure, la Scuola di Ikigai Coach. Sono percorsi formativi che prevedono l’utilizzo del sensorialmente basato.

Sensorialmente basato nel coaching: video

In questo video, il Coach Adamo spiega durante la Scuola di Coaching MCI-online, la forze del sensorialmente basato, come utilizzarlo nelle sessioni di coaching e ci lascia con una domanda potente.

Conclusione

Il sensorialmente basato non è un dettaglio tecnico, ma un modo di rendere il coaching più vivo, concreto e trasformativo. Quando un obiettivo si traduce in immagini, suoni e sensazioni, entra nell’esperienza reale del coachee e il cambiamento diventa più accessibile, misurabile e sostenibile.


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