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Il coach non è un motivatore. Il coaching è una metodologia così potente e trasversale che sarebbe riduttivo ed errato pensare di ridurlo alla motivazione.

Indubbiamente, il coach possiede delle capacità e delle abilità che gli consentono di lavorare sulla motivazione, ma il coach non è soltanto un motivatore.

A definire come lavora il coach, quali sono le sue aree di intervento e cosa fa un coach ci pensa la legge n.4/2013 e la Norma UNI 11601-2015

Probabilmente, la confusione tra coach e motivatore è causata dai guru motivazionali e dai fuffa coach.

Allora, facciamo chiarezza per il bene della professione del coach, per tutelare la qualità del coaching e per spiegare che il coaching va oltre la motivazione. Il coaching è una metodologia così potente che va ben oltre la semplice motivazione.

Chi sono i Coach Professionisti

I Coach sono professionisti che hanno seguito un determinato percorso formativo. Un percorso formativo che rispetta un certo numero di ore, che trasferisca le competenze distintive del coach professionista, con un esame finale.

Il coach professionista è tenuto ad aggiornare la sua professionalità seguendo dei corsi di aggiornamento ogni anno.

Il coach professionista è iscritto ad un’organizzazione di categoria, deve sottostare alla Carta Etica che ogni organizzazione possiede e deve applicare la metodologia del coaching.

Puoi veriricare i coach professionisti consultando le principali organizzazioni di coaching, che attualmente sono:

  1. Asso.Co.Pro (Associazione Coach Professionisti)
  2. AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti)
  3. ICF (International Coaching Federation)

Difficilmente, un guru motivazionale sarà iscritto a queste organizzazioni. Sicuramente, un fuffa coach non farà parte di queste organizzazioni.

Come lavora il Coach Professionista

Il Coach Professionista lavora attraverso delle sessioni di coaching in cui è tenuto a:

  1. assumere un incarico che sia in grado di realizzare sulla base delle sue competenze;
  2. fornire informazioni corrette su: – caratteristiche e peculiarità del servizio; – competenze del coach, – esperienze, referenze, qualificazioni, attestazioni, certificazioni professionali, – impegno al rispetto dell’eventuale codice etico sottoscritto;
  3. costruire e sviluppare partnership con gli interlocutori coinvolti (coachee, committente);
  4. verificare la motivazione del coachee;
  5. evidenziare opportunità e vincoli operativi professionali ed etici alla realizzazione del progetto;
  6. mantenere indipendenza di giudizio e di comportamento;
  7. lasciare autonomia e responsabilità al coachee nell’implementazione dei piani d’azione per il raggiungimento degli obiettivi, nel rispetto dei termini contrattuali;
  8. fornire feedback chiari e indipendenti;
  9. concordare con il committente e con il coachee le procedure di misurazione e valutazione del servizio e degli esiti del coaching, in coerenza con quanto definito nel contratto.

Difficilmente, durante un incontro con un guru motivazionali vedrai applicati questi passaggi e sicuramente, un fuffa coach non applicherà questi step.

Inoltre, tutti questi passaggi, si esplicano attraverso le competenze del coach professionista.

Vediamo, quindi, quali sono le competenze del coach professionista.

Quali sono le competenze del coach professionista

Il coach professionista deve aver acquisito delle competenze distintive frequentando un corso riconosciuto da una delle organizzazioni di riferimento.

Trovi i corsi riconosciuti direttamente su Asso.Co.Pro., AICP e ICF.

Le competenze distintive del coach sono:

  • Saper impostare la sessioni di coaching
  • Saper interpretare il coaching mindset
  • Co-Creare la Relazione
  • Saper generare l’apprendimento e il cambiamento

Ogni competenza si sviluppa in ulteriori abilità e capacità. Puoi approfondire l’argomento a questo link: le competenze distintive del coach.

Come puoi notare, sono competenze che non hanno nulla o quasi a che fare con gli incontri motivazionali.

Quali sono gli obiettivi del coach professionista

Gli obiettivi del coach professionista sono:

  1. Esplorare e valorizzare il potenziale del coachee
  2. Creare una relazione facilitante con il coachee
  3. Elaborare piani d’azione con il coachee

Inoltre, nel coaching, il coachee ha le sue responsabilità, è parte attiva del percorso, è coinvolto in un processo di partnership con il coach.

Durante gli incontri con i guru motivazionali, tutto questo non accade o accade in minima (molto minima) parte.

Chi sono i guru motivazionali

I guru motivazionali sono professionisti che conoscono i processi legati alla motivazione, usano molto bene le dinamiche motivazionali e applicano le logiche della motivazione all’interno dei loro incontri.

Questi incontri hanno tutte le stesse caratteristiche:

  1. sono presenti tantissime persone. La quantità di gente è funzionale alle logiche motivazionali.
  2. C’è sempre tanta musica, l’uso di luci ad effetto e, spesso, ci sono momenti di ballo. Anche questi elementi sono funzionali alla motivazione.
  3. Al termine di questi incontri, ti senti gonfio. Nel senso che, ti senti carico, pieno di energia, pronto a spaccare il mondo. Una conseguenza scontata del lavoro svolto sulla motivazione.

Questa tipologia di incontro non è necessariamente sbagliata e non è nemmeno necessariamente da condannare.

Ci sono tante persone che hanno bisogno di vivere questi momenti per ricaricarsi e ci sono fasi della nostra vita in cui può essere utile partecipare a questa tipologia di esperienza.

I guru motivazionali e il coaching

Ovviamente, i guru motivazionali possono utilizzare alcuni elementi del coaching all’interno dei loro incontri. Però, questo non vuol dire che il Coach sia solo un Motivatore!

Infatti, anche un insegnante, un imprenditore, un manager possono usare elementi del coaching all’interno della loro professione, ma questo non vuol dire che il coach sia un insegnante, un manager e così via.

Il coaching è una metodologia così trasversale e potente che può essere utilizzata in diversi ambiti e in molteplici professioni.

Probabilmente, la cosa più corretta che possiamo fare, è procedere con la seguente distinzione:

  1. Esistono i coach professionisti che lavorano come coach, svolgono sessioni di coach e applicano la metodologia del coaching.
  2. Esistono tanti professionisti che utilizzano alcuni elementi del coaching all’interno della loro professione, ma questo non vuol dire che siano coach professionisti.

Siamo tutti motivatori

Bisogna anche precisare che siamo tutti motivatori. Cioè, siamo tutti coinvolti in processi di motivazione, in logiche motivazionali. Un genitori con i propri figli, un HR con le Risorse, un Team Leader con la propria squadra, un commerciale con i propri clienti e si potrebbe continuare all’infinito.

Quindi, anche il coach utilizza dinamiche motivazionali. Lo sguardo al potenziale del coachee, la sua attenzione alla relazione positiva, il piano d’azione e così via, sono elementi che coinvolgono il coachee, attivano le sue risorse interiori, lo spingono all’azione.

Però, ancora una volta, questo non fa del coach soltanto un motivatore!

Coach Adamo

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