Oggi prendo spunto dalla storia di successo di Michael Phelps per parlarti di 2 elementi che nel Coaching vengono allenati:
1. La Disciplina
2. L’immaginazione.

L’immaginazione ti serve per andare oltre quello che sei stato fino ad oggi e raggiungere il tuo “nuovo io“.
La disciplina ti è utile per costruire la tua nuova dimensione – il tuo nuovo io –  in modo concreto.

Durante i miei percorsi di Coaching, mi accorgo che i Clienti sottovalutano il potere dell’immaginazione (il racconto che stai per leggere ti aiuterà a comprenderne la forza) e la disciplina (tantissimi dicono cosa fare, pochissimi si mettono a farlo in modo costante).

La storia di Michael Phelps è un esempio di successo ottenuto attraverso la disciplina e l’immaginazione.

Michael Phelps è l’atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne: con 23 medaglie d’oro.
E’ l’olimpionico più vincente di sempre!

Soprannominato lo Squalo di Baltimora dal 2001 al 2009 ha battuto 39 record del mondo in otto discipline.

Come ha fatto?

LA STORIA DI MICHAEL PHELPS

Il 13 Agosto 2008 Michael Phelps si svegliò nel villaggio olimpico di Pechino.
La prima gara di Phelps era in programma per le dieci.

Michael iniziò i suoi esercizi di riscaldamento, come sempre faceva prima di una gara.
Al termine, indossò il suo costume strettissimo – ci volevano 20 minuti per indossarlo – poi, avviò la musica hip-hop e si mise gli auricolari, nell’attesa della gara.

Phelps aveva iniziato a nuotare all’età di 7 anni per sfogare l’energia che faceva impazzire la madre e le maestre.
I suoi genitori stavano divorziando e lui aveva difficoltà ad affrontare lo stress.

Bob Bowman, un allenatore del posto, lo notò, perchè aveva un fisico perfetto per il nuoto: le mani grandi, la lunghezza del busto e le gambe relativamente corte.
Prese a cuore il giovane Michael e alla fine di ogni allenamento gli ordinava di tornare a casa e di “guardare la cassetta della sua gara perfetta“.
Ogni sera, Phelps si immaginava mentre si tuffava dai blocchi e nuotava senza sbavature. Nel letto di casa sua, con gli occhi chiusi, si “guardava mentre nuotava”, ripetutamente, in modo perfetto, nei minimi dettagli e lo imparava a memoria.

Toriniamo a Pechino.
Mancano pochi minuti al via. Michael Phelps si posiziona sui bocchi e attende il colpo di pistola che dà l’avvio alla gara.
Appena entra in acqua, il campione si accorge che qualcosa non va. Alla seconda virata i suoi occhialini avevano preso acqua e all’ultima virata gli occhiolini erano pieni d’acqua.
Michael non vedeva più niente.
Non vederci più, durante una finale olimpica avrebbe gettato nel panico qualunque atleta!
Fu in quel momento che partì la “cassetta” che aveva memorizzato nella sua testa.
Phelps rimase sorprendentemente tranquillo e continuò a nuotare al buio.
Sapeva a memoria il numero di bracciate necessarie per arrivare fino alla fine.
Glielo diceva la “cassetta”.
All’ultima bracciata, allungò la mano e toccò la parete, emerse dall’acqua, si strappò gli occhialini e vide il tabellone: “WR” (Record Mondiale). Aveva vinto un altro oro e aveva battuto il record mondiale!

Quando gli chiesero come si era sentito a nuotare al buio, Michael Phelps rispose: “esattamente come lo immaginavo“.

Amo questa storia, perchè mi ricorda il lavoro costante che faccio attraverso il Coaching!
Molte persone non riescono ad essere DISCIPLINATE.
Si aspettano di ottenere risultati senza costanza, senza pazienza, senza costruire giorno, dopo giorno il loro cammino verso il benessere e il successo.
La disciplina è un ponte che ti porta dal punto di partenza, al tuo risultato.
E poi c’è l’immaginazione.
L’immaginazione può – e deve – essere allenata, perchè ti permette di guardare il futuro e perchè sono innumervoli le ricerche che hanno dimostrato come da un punto di vista neurologico, non c’è molta differenza tra “quando immagini un’esperienza ” e “quando vivi un’esperienza”. Insomma, neurologicamente parlando, immaginare qualcosa assomiglia moltissimo a vivere realmente qualcosa.
Michael  Phelps ha usato questi 2 elementi – Disciplina e Immaginazione – per diventare un Campione!
E tu?

Pasquale Adamo (Mental Coach e Direttore Scuola di Coaching MCI)

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