La Teoria U di Otto Scharmer –  professore al MIT di Boston e fondatore del Presencing Institute – è una metodologia sviluppata in oltre venti anni di studi e già utilizzata con successo da numerosi leader, in tutto il mondo, per affrontare i grandi cambiamenti del futuro.

Per comprendere velocemente su cosa si focalizzi la Teoria U è necessario ricorrere ad una similitudine. Di un pittore conosciamo bene il quadro (prodotto) e la tecnica pittorica (processo), ma cosa accade nel pittore (sorgente) prima che si accinga a dipingere? Come vive la tela bianca? Cosa lo spinge a dipingere un paesaggio, piuttosto che un ritratto?
Ecco, la Teoria U intende affrontare proprio questo mondo sommerso, la sorgente, che Otto Scharmer chiama “punto cieco della leadership“.
Infatti, Otto Scharmer, dice a riguardo che, finora, leadership e management sono stati studiati a livello di prodotto e di processo, ma molto meno a livello di motivazione profonda.

Secondo Scharmer, oggi viviamo un vuoto di leadership caratterizzato dal fatto che stiamo creando risultati che nessuno vuole e che non ci soddisfano.
Infatti, vi è una profonda disconnessione tra economia finanziaria ed economia reale. Tra crescita infinita e risorse finite. Un divario sempre crescente tra ricchi e poveri. L’idea, allora, è quella di cambiare rotta, di affrontare ciò che lui chiama il punto cieco della leadership, cioè la sorgente, la condizione interiore del nostro operare.

Entrando in contatto con la nostra sorgente, con la nostra condizione interiore che determina i nostri comportamenti, le nostre scelte e le nostre relazioni, possiamo co-creare un futuro diverso e far emergere la nostra migliore possibilità futura.

Come funziona la Teoria-U

Il viaggio attraverso la Teoria-U si compie con lo sviluppo di sette capacità essenziali:

  1. Ascoltare (listening). La capacità fondamentale della Theory-U è l’ascolto: ascoltare gli altri, se stessi, ciò che emerge dal collettivo. L’ascolto efficace richiede la creazione di uno spazio aperto in cui gli altri possano contribuire al tutto.
  2. Osservare (observing). La capacità di sospendere la “voce del giudizio” è la chiave per muoversi da una propria proiezione ad una vera osservazione. Non si vede solo ciò che si sapeva già, ma si scopre ciò che non si sapeva o che non sembrava pertinente.
  3. Sentire (sensing). Per raggiungere l’esperienza di presencing che si trova nella parte inferiore della U servono tre strumenti: la mente aperta (open mind), il cuore aperto (open heart), e la volontà aperta (open will). Una mente aperta va oltre il passato e percepisce la realtà con occhi nuovi e spregiudicati, un cuore aperto ci permette di vedere una situazione nel suo insieme, una volontà aperta ci spinge ad agire per far emergere un nuovo insieme.
  4. Presenziare (presencing). La capacità di collegarsi alla sorgente più profonda di sé e alla propria volontà ci aiuta a lasciar andare (letting go) tutto il risaputo e lo scontato, e permette di lasciar uscire (letting come) il futuro facendolo emergere dall’insieme del sistema piuttosto che da un elemento parziale o da un gruppo di interesse particolare. È come se il futuro tirasse fuori se stesso dal profondo dell’esperienza e attirasse verso di sé come una calamita.
  5. Cristallizzare (crystalizing). Quando un piccolo gruppo di persone chiave per l’organizzazione si impegna allo scopo e ai risultati di un progetto, la potenza della loro intenzione crea un campo di energia che attrae le persone, le opportunità e le risorse che fanno accadere le cose, come nel processo minerale di cristallizzazione. Questo gruppo centrale diventa per tutti gli altri gruppi un veicolo verso il futuro.
  6. Prototipare (prototyping). A questo punto è necessario portare l’apprendimento nella realtà, immaginando delle attività che possano apportare il cambiamento.
  7. Eseguire (performing). Infine, bisogna passare dal discure insieme al creare insieme. Questo passaggio avviene attraverso la PRATICA e il FARE.

Come è facile comprendere, la Teoria U non è solo una metodologia, ma ha un impatto molto più grande ed esteso sul nostro modo di pensare (mente), percepire (cuore) e agire (volontà).

A cosa serve la Theory-U

La Theory U di Otto Scharmer serve ad accedere ad un cambiamento profondo sia individuale che collettivo. Serve a liberarsi dagli schemi del passato, imparare ad accedere al proprio potenziale e co-creare il futuro. La Theory U offre un quadro per affrontare sfide complesse che richiedono un nuovo modo di pensare e agire. Attraverso l’ascolto profondo e l’apertura mentale, la Teoria U aiuta a comprendere la natura profonda di un problema e a identificare soluzioni innovative.

Inoltre, con la Teoria-U possiamo stimolare l’innovazione attraverso l’apertura a nuove idee, l’esplorazione di possibili futuri e la sperimentazione di approcci radicalmente diversi. Favorisce l’emergere di soluzioni originali e creative che possono portare a cambiamenti positivi.

Ovviamente, la metodologia della Theory-U offre un modello di leadership che si basa sull’attenzione consapevole, la presenza e la capacità di ascoltare profondamente gli altri. Questo tipo di leadership favorisce la creazione di un ambiente di fiducia e collaborazione, in cui sia possibile affrontare cambiamenti complessi e guidare verso il futuro emergente.

Può essere utilizzata come un approccio per affrontare il cambiamento organizzativo. Attraverso la consapevolezza, la riflessione e la connessione interiore, la Theory U aiuta le organizzazioni a superare i modelli mentali limitanti e a creare un ambiente in cui il cambiamento sia accettato e sostenuto.

Infine, la Teoria U favorisce l’apprendimento che va oltre l’acquisizione di nuove competenze o conoscenze. Attraverso l’esperienza diretta, la riflessione e l’integrazione di nuove prospettive, la Theory U promuove l’apprendimento trasformativo che porta a cambiamenti profondi e duraturi.

In conclusione, la Theory U serve a guidare individui, organizzazioni e comunità verso il cambiamento, l’innovazione e la trasformazione. Offre un quadro e una serie di pratiche per affrontare sfide complesse, sviluppare la leadership trasformazionale, coinvolgere le parti interessate e promuovere l’apprendimento trasformativo.

Su cosa interviene la Teoria-U

La Teori-U interviene su molteplici aspetti, poichè si tratta di una metodologia esperienziale che incorpora diverse aree di intervento. Tuttavia, possiamo individuare le principali aree di intervento su cui agisce la Theory-U:

  1. Interviene sul punto cieco della leadership. Sostanzialmente, ci aiuta a identrificare la nostra sorgente, la nostra condizione interiore dalla quale prendiamo decisioni.
  2. Interviene sul nostro modo di pensare, relazionarci e agire. Infatti, si parla di cancello della testa, cancello del cuore e cancello della volontà.
  3. Interviene sulla nostra capacità di sentire se stessi, l’altro e il gruppo di lavoro. Attraverso degli esercizi di cognizione incarnata, con la Teoria-U si amplifica la nostra intelligenza emotiva ed intuitiva.
  4. Interviene sulla nostra capacità di pensare e progettare il futuro. La Teoria-U si conclude con un lavoro di cristallizzazione, prototipizzazione e immaginazione della migliore possibilità futura sia per il singolo che per il gruppo.

Si può notare come gli ambiti di intervento della Teoria-U siano tanti e molteplici. Indubbiamente, la sperimentazione da oltre 20 anni presso il MIT di Boston, rende questa metodologia estremamente efficace e affidabile.

Coaching e Theory U

La Theory U può essere una metodologia utile e funzionale all’attività del coach professionista. Questo perchè la Teoria U offre diversi strumenti per migliorare la pratica del coaching, molte tecniche da portare nelle sessioni di coaching e un approccio fortemente orientato al potenziale, al futuro e al far emergere la migliore versione possibile dell’altro, delle organizzazioni e delle comunità.

All’interno della stessa Teoria-U, vi è un esercizio, definito circle coaching, che utilizza la metodolgia del coaching per far emergere nuove consapevolezze e nuove intuizioni sia individuali che di gruppo.

Inoltre, attraverso la Theory U, il coach sviluppa e allena la sua intelligenza emotiva e l’intelligenza intuitiva che possono rivelarsi estremamente utili nella metodologia del coaching.

Come imparare la Teoria-U

Il modo migliore per imparare la Teoria-U è attraverso il laboratorio sulla Teoria-U tenuto dal Coach Adamo, tra i più importanti facilitatori e divulgatori della Teoria-U in Italia.

Infatti, la Theory-U è una metodologia estremamente pratica, che richiede un’esperienza sul campo e diretta per poter essere davvero compresa. Solo in questo modo, è possibile sia apprendere i molteplici esercizi, sia comprenderne la metodologia.

Consigliamo anche i seguenti libri sulla Teoria-U:

  • “La Teoria U. Guidare il cambiamento verso il futuro emergente” di Otto Scharmer. Questo è il testo fondamentale in cui Scharmer espone la sua teoria e le sue applicazioni pratiche.
  • “Presencing. Il futuro che emerge” di Otto Scharmer e altri autori. Sebbene non sia esclusivamente sulla Teoria U, questo libro approfondisce i concetti di presencing e co-creazione.
  • Le organizzazioni che apprendono” di Peter Senge. Anche se non è specificamente sulla Teoria U, offre una base importante per comprendere l’apprendimento e la trasformazione nelle organizzazioni, temi cari alla Teoria U.

I libri consigliati sulla Theory-U, indubbiamente, possono offrire uno sguardo e un primo approccio, ma può risultare difficile comprendere la Teoria-U nella sua complessità solo attraverso la lettura.

coach adamo

Direttore Scuola di Coaching MCI, Creatore del metodo Cambia la Tua Storia®, Founder MovimentoTalento, Facilitatore Teoria-U, Creatore del Coaching Canvas. Presidente Asso.Co.Pro.