In viaggio fra le Emozioni

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant’ è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte
”.

L’immagine “incipit” con cui Dante comincia la sua “divina” avventura mi ha sempre “emozionato”; molte volte ho trovato in questi versi la possibilità di rileggere le mie esperienze con occhi differenti.

La nostra AVVENTURA EMOTIVA, anche quando sembra caratterizzata dalla sofferenza, contiene una SCINTILLA LUMINOSA  capace di “trasformarsi” in un messaggio di benessere.

Importante è apprendere il LINGUAGGIO SEGRETO  delle emozioni; in un mondo in cui predomina il “cogito ergo sum”, il penso dunque sono, ci accorgiamo di aver dimenticato il linguaggio delle origini, quella lingua universale (emotiva e non verbale) che in un tempo molto lontano, quando eravamo più “sapiens”, era la base della comunicazione umana.

Questa lingua “dimenticata” non è andata perduta, attraverso l’intelligenza delle nostre emozioni ed attraverso il nostro corpo ci parla ancora e continuamente ci racconta chi siamo veramente; ci indica la strada giusta da intraprendere.

Si tratta dell’intelligenza dell’anima, di quella voce/consapevolezza interiore che desidera solo il nostro bene e la nostra felicità, l’unica voce che ci permette di restare in “accordo” con la vita, che conosce i nostri talenti, la nostra vocazione.

Lo ammetto, la narrazione della divina commedia è una mia passione, l’immergermi, a volte, in questo universo immaginario mi fa sentire molto bene, forse è per questo che durante il Webinar “Gestione delle Emozioni con il Focusing”, organizzato da MCI (tenuto dal coach direttore della scuola di coaching Master Coach Italia prof. Pasquale Adamo e dalla responsabile e coordinatrice sedi esterne MCI dott.ssa Marilena Satalino) ho subito associato Pasquale Adamo a “Virgilio” e,  l’esperienza fatta durante il laboratorio, al viaggio di Dante attraverso i regni dell’immaginario salvifico.

Il viaggio guidato

Virgilio/Pasquale ha accolto/ascoltato i nostri “smarrimenti”, ci ha guidati consapevolmente verso l’importanza della comprensione dell’intelligenza emotiva, della capacità di riconoscere, ascoltare e accogliere il linguaggio delle origini.

Questa lingua senza parole, attiva, efficace, trasmessa attraverso la potenza del corpo, fatta di calore, a volte di freddo, di tremore.

Una lingua morbida e feroce allo stesso tempo, attivata da MECCANISMI ANCESTRALI, capace, in alcuni momenti, di “sciogliere” il cuore e in altri, attraverso un veloce scatto “rabbioso”, di “sequestrare” completamente ed immediatamente il nostro universo reattivo.

Sulla strada della comprensione

Come nel “viaggio” dantesco lungo la strada della comprensione delle proprie emozioni si incontrano tre belve:

il GIUDIZIO, il senso di colpa e la paura.

La più pericolosa è la belva/autorità egoica “giudizio” verso se stessi e verso gli altri, fonte di innesco di quel circolo vizioso – giudizio – SENSO DI COLPA – PAURA che riporta continuamente al punto di partenza.

Solo sostituendo il linguaggio dell’Ego con la lingua animica delle origini diventa possibile entrare in contatto con la parte vera di noi stessi, sconfiggere le “fiere” e capire su quale sentiero continuare il viaggio.

Il focusing

Una delle tecniche di ascolto del linguaggio delle emozioni attraverso il corpo è il focusing.

Con Virgilio/Pasquale, tutti noi partecipanti al laboratorio, abbiamo sperimentato i passi fondamentali del focusing:

  • Ritrovarsi nella “selva/corpo” e “rallentare” lo sguardo;
  • Sentire la “selva” respirare” ed “ascoltare” il suo “sussurro”;
  • Portare fuori da se l’immagine/simbolo emergente;
  • Domandare, dialogare con ciò che è emerso;
  • Ascoltare con il cuore le “parole” che ci vengono comunicate;
  • Accogliere le risposte;
  • Ringraziare;
  • Riprendere il cammino.

 

Attraverso l’ascolto empatico e generativo, quello cioè trasformativo, dalla apparente “selva oscura” siamo infine usciti “…a riveder le stelle”.

La meta

Alla fine del cammino Virgilio/Pasquale ci ha affidato alla guida amorevole di Beatrice/Marilena che ci ha permesso, attraverso una “ipnotica” visualizzazione, di connetterci agli elementi fondamentali della natura; di diventare albero, radici, foglie, linfa, colore.

Come descrivere quest’ultima esperienza?

“La gloria di colui che tutto move

Per l’universo penetra e risplende

In una parte più e meno altrove

 

Nel ciel che più de la sua luce prende

Fù io, e vidi cose che ridire

Né sa né può chi di là su discende;

 

perché appressando sé al suo disire

nostro intelletto si profonda tanto

che dietro la memoria non può ire.

 

Grazie MCI.

 

Ubaldo Tagliafierro

(Coach e Allievo della Scuola di Coaching MCI)