IL 1° GIORNO DELLA SCUOLA DI COACHING MCI 

Mi accingo ad entrare in quella che sarà la mia aula.
Come mia consuetudine, mi accomodo in fondo alla sala e all’angolo opposto alla porta, cosicché io possa, in silenzio, osservare e calibrare la nuova situazione in cui mi trovo.

Cominciano ad entrare delle persone, che saranno i miei compagni di viaggio, e che, timidamente, saluto.

‘’Buongiorno a tutti, mi chiamo GIUSEPPE caragnano…’’ e qualche altra informazione generica.

Comincia così la piccola presentazione che ci vien chiesto di fare dinanzi a tutti. I miei compagni mi fanno notare il tono e il modo in cui la parola ‘’Giuseppe’’ fosse suonata particolarmente marcata rispetto al resto.

In fondo io ero lì per ‘’Giuseppe’’, per far sì che lui si potesse esprimere a pieno, senza sentirsi inadeguato come spesso accadeva.
Questo mi ha portato a dar molto peso alle parole ed ho cominciato, negli anni, a farne uso sempre più parsimonioso.
Poche parole espresse e poi… silenzio.
Perché in fondo ero convinto di non aver nulla di interessante da raccontare.

Ci sono stati momenti duri, emotivamente destabilizzanti, che hanno rappresentato un punto di svolta, diverso per ognuno di noi, ma efficace in egual modo nel mostrarci una via differente per poter identificare e raggiungere i nostri obiettivi.

Ricorderò sempre il mio punto di svolta: intenso, difficile e soprattutto liberatorio.
Sembrava di veder diradare quella nebbia scura ed ovattante che mi avvolgeva ed improvvisamente scorgere ‘’Giuseppe’’ in lontananza con tutto quello che aveva da dirmi.

Sentivo la sua voce e finalmente ero pronto ad essere l’interlocutore di me stesso.

Oggi sono molto più CONSAPEVOLE di quelli che sono i miei obiettivi, ho imparato e non giudicarmi e soprattutto a non giudicare.

Quanto citato sopra è stato reso possibile dalla totale assenza di giudizi e pregiudizi che si vive e respira all’interno della Scuola di Coaching MCI, circondato da persone che hanno voglia di insegnarti e condividere un ascolto attivo facendotelo vivere sulla pelle.

La cosa più bella che porto con me dopo questo viaggio sono i rapporti con le persone con cui ho condiviso questo percorso, perché quando ti senti libero di esprimere te stesso, non conta la quantità del tempo trascorso insieme ma la sua intensità.

Alla fine del percorso, ho pensato ad una metafora che rappresentasse il mio percorso con la Scuola di Coaching MCI:
‘’In questa scuola si entra come un uovo, si diventa pulcino e si esce con la consapevolezza di poter essere quello che vogliamo’’.

Giuseppe Caragnano
(Coach MCI e Allievo della Scuola di Coaching MCI)

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