Correvano gli anni Ottanta ed io, bambina, ero solita guardare i cartoni animati in TV, talvolta immedesimandomi in alcuni personaggi.

Così, di volta in volta, desideravo, fino a crederci, essere una bravissima giocatrice di pallavolo come Mila, un’abilissima ginnasta come Hilary e, durante le scampagnate con i miei genitori e parenti, mi arrampicavo sugli alberi come vedevo fare a Candy Candy.

Facevo tutto, con la convinzione di poter fare tutto.

Tra i tanti personaggi che mi affascinavano c’era anche una bambina che aveva intrapreso un viaggio per ritrovare la sua casa.

All’età di 6-7anni non avevo compreso a fondo il senso di quel viaggio, ma ammiravo quella bambina perché condivideva le sue avventure con quei bizzarri personaggi: uno spaventapasseri che cercava un cervello, un uomo completamente di latta che voleva un cuore e un leone alla ricerca del coraggio.

Credo sia stato allora che, da bambina piena di fantasia quale ero, ho cominciato a dare un’anima anche alle cose.

Crescendo può accadere che la semplicità e la magia con cui si guarda il mondo da bambini venga via via messa da parte.

È successo anche a me di ricercare delle cose con altri occhi, con disincanto, fuori e dentro di me.
Ad un certo punto, però, la sognatrice che è in me mi ha spinto ad andare e compiere un viaggio, lo stesso viaggio che oggi associo a quello di Dorothy.

E, dopo aver combattuto contro streghe e scimmie volanti, ho compreso che OZ esiste solo come luogo interno, come luogo della RI-GENER(A)ZIONE, che in me ho già le risorse che mi occorrono per FARE e che voglio utilizzarle al meglio rendendole disponibili agli altri.

Il mio viaggio è stato il COACHING e la destinazione è “Quel regno dove il sogno è già realtà”.

Sabina Dell’Isola
(Coach MCI e Allieva della Scuola di Coaching MCI)

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