Quando nel gennaio 2018 ho deciso di iscrivermi al corso di formazione  in Coaching, tenuto dalla Scuola di Coaching MCI, avevo da poco conseguito il diploma in Counseling e il mio intento era quello di voler mettere a disposizione del cliente diverse formazioni, capacità ed esperienze per rispondere in modo più funzionale e mirato alle sue esigenze e alle sue richieste.

Sin da subito, nel corso di formazione tenuto dalla Scuola di Coaching MCI, ho trovato una grande affinità con quelli che erano i princìpi e le teorie di base acquisiti con il percorso di formazione in Counseling Integrato che avevo seguito: i riferimenti alla Psicologia Umanistica di Maslow e di Carl Rogers, all’Analisi Transazionale di Berne, all’Intelligenza Emotiva di Goleman, ai princìpi base della PNL.

Mi sono quindi chiesta cosa renda differente il Coaching dal Counseling.

La risposta l’ho trovata grazie ai chiarimenti ricevuti dal Prof. Carlo Vincis e dal  Prof. Pasquale Adamo e alle esercitazioni esperienziali in aula.

Il Coaching è un metodo di sostegno che permette la crescita personale del coachee in una visione ottimistica della natura umana; lavora sulle potenzialità latenti per sviluppare caratteristiche e competenze personali o di gruppo (se si parla, per esempio, di ambito aziendale), focalizzandosi su un agire concreto e mirato; aiuta a identificare i propri obiettivi attraverso un piano di azione monitorato dal coach, che tenga conto del rendimento, delle soluzioni, delle strategie e dei risultati; l’intento è quello di far raggiungere una performance efficace, attraverso un’alleanza di lavoro basata su un rapporto di fiducia, piena autonomia e responsabilità del coachee.

Ma è proprio la strutturazione del corso (la scelta degli argomenti, le esercitazioni in aula, i compiti a casa, la trasmissione del sapere in modo professionale e partecipato, da parte dei docenti) che, oltre a un efficace modo per integrare le mie conoscenze professionali, è stato un valido strumento che mi ha permesso di condurre un viaggio dentro me stessa, con l’intento di un’ulteriore indagine conoscitiva, andando a portare luce anche su quei lati oscuri della mia persona che ancora facevo fatica ad integrare.

Pertanto rivolgo un sentito ringraziamento al Prof. Pasquale Adamo, alla Dott.sa Daniela Marrocco, alla Dott.sa Vincenza Tridente e a tutto lo Staff della Scuola di Coaching MCI che si adoperano con professionalità, dedizione, passione, umanità e disponibilità.

Un grazie particolare va anche ai compagni di corso con i quali ho condiviso questa formazione e a quanti conservano i contatti con la Scuola, permettendomi una crescita continua giorno per giorno, nel confronto con le proprie esperienze personali di vita e di coaching, come in una grande famiglia.

Se volessi usare una Metafora (argomento trattato nel corso) per definire questa esperienza nella Scuola di Coaching MCI direi così: “Sono partita alla ricerca di una gemma preziosa da aggiungere ai miei averi e ho trovato un immenso tesoro che mi ha arricchito l’Anima”.

Rivolgo a quanti vorranno intraprendere questo percorso di formazione il mio più sentito augurio di un buon lavoro!

Rosy Palmisano (allieva della Scuola di Coaching MCI)

Related Post