Quali sono i 7 vizi capitali?
Lussuria, Gola, Accidia, Invidia, Avarizia, Superbia, Ira.

Questo è quello che sai!

Quello che, probabilmente, non sai è che i Vizi Capitali hanno un altro significato, che si discosta da quello che ci hanno insegnato al catechismo, chiamandoli “Peccati Capitali”.

Per prima cosa, devi sapere che i Vizi Capitali sono antecendenti ai Peccati Capitali.
Si trova traccia della loro presenza in alcuni scritti di Aristotele, ma sono ancor più antichi.

Il loro scopo non è quello di dirci in cosa sbagliamo, di redarguirci e di sviluppare, per questo, un “senso di colpa”.
Piuttosto, sono tracce che possiamo seguire per scoprire quali sono le dinamiche più profonde che agiscono dentro di noi e che condizionano le nostre scelte e la nostra vita.

COME SCOPRIRE QUESTE DINAMICHE?

E’ difficile accedere a questi “mondi profondi” e che ci muovono in modo inconsapevole e condizionante.
Durante il laboratorio INTELLIGENZA EMOTIVA e COMPETENZE TRASVERSALI, svolto all’Università di Bari (clicca qui) i partecipanti hanno svlto il seguente esercizio, che ti ripropongo.

Poniti una domanda importante. Una domanda a cui da tempo stai cercando una risposta.

Fatto?

Ora, metti per iscritto i 7 vizi capitali.

Non andare a rileggerli. Li hai appena letti all’inizio di questo articolo, pertanto, dovresti ricordarli.
Il condizionale è d’obbligo, perchè, molto probabilmente, te li ricorderai tutti, tranne 1.

Ecco, l’ultimo della lista (o quello che non ricorderai) è il vizio capitale che in questo momento ti sta condizonando ed è lì la risposta alla tua domanda importante.

Dopo aver svolto l’esercizio ed aver individuato l’ultimo vizio capitale, puoi trovare il loro vero significato qui di seguito.

Attento! Non andare avanti, senza prima svolgere l’esercizio, altrimenti non riuscirai a comprendere il reale significato dei vizi capitali.

Avarizia
L’avaro è colui che ha smesso di dare:
Soprattutto, ha smesso di dare se stesso fino in fondo.
Potrebbe dare molto di più, ma per paura di perdersi, ha smesso di farlo.
Per questo, l’avaro è solo.
La soluzione è tornare a dare, dare pienamente.

Nel Cristianesimo l’avarizia, proprio perché porta chi ne è travolto a mettere le ricchezze al di sopra di tutto, è considerata una forma di idolatria: il denaro prende il posto di Dio.

Lussuria
Nella lussuria riduciamo gli altri – e noi stessi – in un oggetto.
Se hai messo per ultimo questo vizio capitale, allora, stai vivendo solo in parte la tua vita, le tue relazioni, i tuoi sentimenti.
Devi recuperare tutti gli altri aspetti.

Nel Cristianesimo la persona lussuriosa ha un egoistico amore di sé che la porta all’indifferenza o negazione dell’amore altrui: persegue infatti il piacere sessuale a ogni costo, indifferentemente dal male recato agli altri.

Invidia
L’invidia ti spinge a desiderare quello che vogliono gli altri.
Scegli i tuoi obiettivi e fai le tue scelte, non sulla base di quello che è importante per TE, davvero, ma per quello che vogliono gli altri.
Hai smesso di scegliere e hai perso la tua libertà per questo.
L’invito è quello di, ovviamente, tornare a capire quello che desideri davvero, senza condizionamento da parte degli altri e riprenderti i tuoi spazi di scelta.

Nel Cristianesimo, l’invidia è un vizio capitale perché, come la superbia, porta all’eccessivo amore di sé a scapito dell’amore fraterno e dell’amore per Dio, creando così una grande possibilità per l’azione del male.

Superbia
Avendo un’idea di sè smisurata e sentendosi superiore agli altri, il superbo pensa che non ne valga la pena.
Dietro alla superbia c’è la paura di scoprire che, in realtà, si è molto meno di quello che si pensa. Pertanto, il superbo preferisce pensare che “non ne vale la pena”, così da non correre il rischio di essere smentito.

Nel Cristianesimo, il peccato di superbia è considerato il peggiore dei sette vizi capitali, poiché radice di ogni altro peccato e perché, quando portato ai suoi massimi estremi, porta il superbo a ritenersi addirittura eguale o superiore a Dio, con il conseguente disprezzo del Suo Amore e del Suo Ordine. È il peccato di Lucifero, l’origine della sua caduta dal Cielo.

Gola
Il goloso ha perso il rapporto con quello che gli piace davvero. 
In questo caso, devi ripensare a quello che ti piace davvero e chiederti se è la cosa migliore per te.

Nel Cristianesimo l’ingordigia porta all’essere schiavi di ciò che si vuole inghiottire oltre che a limitare l’attenzione allo spreco come forma di amore verso il prossimo. Per questo e per la mancanza di rispetto dell’Ingordo nei confronti dell’Ordine divino, esso è considerato dal Cristianesimo come un peccato capitale.

Ira
L’ira ti spinge a voler avere a tutti costi ragione.
L’iracondo è colui che pensa sempre di avere ragione. Ti arrabbi proprio perchè pensi di avere ragione.
Se nell’esercizio hai messo all’ultimo posto l’Ira (o l’hai dimenticata), allora, probabilmente, stai vivendo per avere ragione.
Il problema è che ti sei fermato alla ragione. Chi pensa di avere ragione non ha bisogno di scoprire, di prendere in considerazione altro, di aprirsi, di muoversi, di confrontarsi.
L’iracondo è fermo!

Nel Cristianesimo l’ira è un sentimento improvviso e violento suscitato dal comportamento di persone o da avvenimenti, esso rimuove i freni inibitori che presiedono le scelte del soggetto coinvolto. L’ira o il furore è un brusco impulso che offusca la mente e il cuore, a favore dei bassi istinti.

Accidia
Hai smesso di essere. Non sei più TU. 
Devi recuperare la tue vera essenza.

Nel Cristianesimo l‘accidia è un male dell’anima che si manifesta come negligenza e indifferenza della persona che ne soffre, a cui si aggiunge un sentimento di tristezza e soprattutto di noia nel vivere la vita. Egli nutre disinteresse verso ogni forma di iniziativa o di azione, immerso com’è nel suo torpore malinconico.

Pasquale Adamo (Mental Coach e Direttore Scuola di Coaching MCI)

 

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