L’11 e il 12 Marzo 2017 è partita l’Ottava Edizione della Scuola di Coaching – MCI di Bari, nella sede di Via Crisanzio n. 53. E, mentre per i Corsisti di questa nuova Edizione, il viaggio nel meraviglioso “mondo del Coaching” è appena cominciato, per me, Tutor della Scuola MCI, il “sogno” continua.

I futuri Coach al termine delle prime giornate di formazione hanno già potuto assaporare il cambiamento che questo percorso, necessariamente, li porta ad affrontare.

Uun vero e proprio “cambio di prospettiva”. Eh già, perché come Jules Verne ci ha raccontato con l’immaginazione il suo “Viaggio al centro della Terra”, così i futuri Coach hanno appena incominciato a “vivere” il loro “Viaggio al centro di se stessi”.

Cosa c’è di più affascinante della scoperta di chi siamo veramente e di quale è il senso del nostro “viaggio”.

In aula il Coach Pasquale Adamo, Direttore della Scuola di Coaching MCI, ha presentato il Team MCI, che, insieme a lui, accompagnerà i Corsisti in questo percorso di formazione e “trasformazione”.
Sì perché è proprio questo l’obiettivo del Coaching “trasformarti nella persona che sei destinato a diventare”.
Come? Prendendoti per mano e guidandoti nell’esplorazione delle tue risorse, per trasformarle in opportunità di crescita e sviluppo.

“Formazione tecnica” e “preparazione professionale” sono solo alcuni degli ingredienti della formula magica del “Coaching”, ma il più importante di tutti è il “cuore”.

Avere cuore significa prendersi cura dell’altro, essere predisposti all’ascolto, “dare prima di chiedere”.

Ma chi è il primo fra gli “altri” che ha bisogno delle nostre cure, di essere ascoltato, di sentirsi compreso?

E’ il “passeggero” che è in noi, l’io interiore, l’essenza di ciò che siamo, qualcuno molto simile alle cosiddette cellule embrionali “totipotenti”, non ancora specializzate, che possono trasformarsi in una qualunque altra cellula.

E’ quella la nostra origine e anche il punto di ritorno a “casa”.
Le “infinite possibilità” di cui, attraverso il Coaching, l’individuo si “riappropria”, acquisendone consapevolezza.

Guidare la persona e indicargli la via da percorrere, non per rispondere alle sue domande, ma per fare emergere le risposte che sono già dentro di sé, questo è il compito del Coach.

Il primo passaggio formativo in Aula ha riguardato la figura e il ruolo del Coach, sia sotto il profilo evolutivo che tecnico-deontologico, per poi lasciare il “palco” alla “comunicazione efficace”, verbale e non verbale, ovvero al rapporto tra conscio e inconscio nella comunicazione.

Tutto nell’essere umano è “comunicazione” e imparare a distinguere le modalità e i diversi canali attraverso i quali avviene, permette al Coach di entrare in “contatto” con l’altra persona in modo autentico e profondo, per cogliere ogni segnale utile a comprenderla al meglio.

Riuscire a comunicare in modo efficace non serve solo a risolvere incomprensioni, discussioni e conflitti, ma spesso e volentieri anche a prevenirli.

Comprendere e farci comprendere in modo “efficace” è, dunque, uno degli obiettivi principali del Coaching, di cui l’osservazione attenta e l’ascolto attivo ne rappresentano i punti di forza.

Poi, c’è l’assumersi la libertà del proprio cambiamento. Indispensabile per il raggiungimento dell’obiettivo di questo percorso formativo, in quanto unici veri artefici del “cambiamento”, in virtù di quella “responsabilità emotiva” che ci contraddistingue.

In qualità di Tutor della presente Edizione della Scuola di Coaching – MCI, auguro ai Corsisti un “buon cammino” in questo magico “viaggio”, dandogli appuntamento al prossimo modulo Le Domande Potenti e le Convinzioni limitanti: strumenti per il cambiamento.

Buon viaggio futuri Coach!

Vincenza Tridente (Coach e Tutor Scuola di Coaching MCI)

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