Una caratteristica della professione del coach è l’assenza di un albo cui essere obbligatoriamente iscritti e la possibilità dell’autoregolamentazione.

Questa circostanza è valida sia a livello nazionale, che a livello internazionale.

A questo punto, però, è spontaneo chiedersi quali siano i riferimenti di garanzia della qualità di questa professione.

In ambito internazionale il Coach professionista può certificarsi individualmente o in forma collettiva(enti/associazioni/cooperative).
In entrambi i casi secondo le norme UNI CEN ISO (recepite dalla l. n. 4/2013 all’art. 9 co. 2).

In punto di fatto l’unica norma UNI di riferimento per la professione del coaching è la n. 11601/2015.

Quest’ultima definisce la qualità del servizio con lo scopo di orientare e guidare i Coach nell’esercizio della professione e favorire la scelta informata e consapevole da parte degli utilizzatori dei servizi di coaching.

Quindi, questa norma riguarda la qualità del servizio e non i requisiti per essere Coach Professionista.

Pertanto, per quanto concerne la qualità del servizio si può fare riferimento alla norma UNI n. 11601/2015.
Mentre, per i requisiti per essere Coach Professionista, l’Unione Europea deve ancora emanare la norma definitiva.

Cosa accadrà con la norma definitiva?

Quando saranno resi ufficiali i requisiti, gli organismi accreditatori (per esempio le Associazioni di Coaching che vorranno candidarsi), dovranno dapprima accreditarsi ad Accredia, per quanto riguarda il territorio Italiano.

Accredia è l’Ente Italiano di Accreditamento,  che si occupa degli standard degli organismi certificatori, il cui placet è necessario per poter avere la facoltà di accreditare o certificare la conformità alla norma tecnica UNI della qualità della professione di Coach al singolo professionista, anche non iscritto ad alcuna associazione.

In ambito nazionale la questione si semplifica in misura esponenziale con l’autoregolamentazione.

A questo proposito, le associazioni professionali, notoriamente, hanno il ruolo di contribuire alla trasparenza ed alla tutela del mercato e possono essere iscritte nei Registri istituiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Le Associazioni possono al loro interno promuovere la costituzione di comitati di indirizzo e sorveglianza sui criteri di valutazione e rilascio dei certificati di qualificazione e competenza professionale; rilasciando attestazione ai propri iscritti in conformità alla legge italiana (l.n. 4/2013), parte integrante del Regolamento interno di ogni associazione di coaching.

Fermo restando la totale libertà del singolo Coach di non aderire ad alcuna associazione ed autoregolamentarsi autonomamente alla luce dei principi della l.n. 4/2013.

Detto questo,  non ci resta che attendere i tempi della normativa europea ed intanto uniformarci ai principi cristallizzati dalla l. n. 4/2013.

Avvocato Maria Carducci

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