Non so se tu puoi ricordare questo personaggio di un telefilm americano andato in onda dal 1986 al 1992.

MacGyver è un agente operativo di un’Agenzia Governativa (chiamata DXS che sta per Department of eXternal Services) che, successivamente, diviene un attivo collaboratore della Fondazione Phoenix.

È un eroe solitario che non fa uso di violenza né di armi da fuoco. Aiuta i deboli, rispetta l’ambiente, ama il prossimo ed è fiducioso nella legge.

Le sue armi sono l’ingegno e l’intelligenza e l’unico suo equipaggiamento è un coltellino svizzero che utilizza spesso nei suoi cosiddetti “macgyverismi”, opere dell’ingegno con oggetti e cose che trova attorno a lui.

Oltre a ripudiare la violenza e l’uso delle armi, MacGyver non fuma ed è astemio.

Beh, forse gli ultimi due “vizi” non sono proprio rilevanti ai fini di questo articolo: tuttavia è bello notare come il suo talento sia distaccato anche da questi.

E’ probabile che tu stia pensando: va bene, carino sto MacGyver, ma cosa c’entra con il lavoro e la ricerca di un’occupazione.

Te lo spiego subito.

Ci sono persone che hanno persino italianizzato il talento di MacGyver usandolo un po’ come icona: il MacGyver è infatti spesso quella persona in grado di trovare soluzioni inaspettate, creativamente efficaci e realizzate con le risorse disponibili (impensabili). Insomma, un PROBLEM SOLVER.

Ed ecco il punto in comune.

Il talento di MacGyver è proprio questo: un autentico Problem Solver.

Preciso subito. Un problem solver non è solo colui che TROVA SOLUZIONI, ma è soprattutto colui che le trova attraverso meccanismi e strategie che sono fuori dal comune pensiero.

Risolvere un problema è facile quando hai le risorse economiche e finanziarie (pensa ad un’azienda) per farlo.

Cambia tutto se invece le risorse – economiche, materiali, finanziarie e umane –  a tua disposizione sono quelle e tu, sì proprio tu, sei incaricato di trovare una soluzione ad un problema che APPARENTEMENTE NON ha soluzione lineare.

Sottolineo: LINEARE.

Perché è spesso quello il limite di chi NON HA ALLENATO questa ABILITA’ di PROBLEM SOLVING. Guardare le cose in modo sillogico, lineare, in termini di causa – effetto, ovvero razionali, NON aiuta la risoluzione di problemi complessi quando le RISORSE SONO SCARSE.

Tanto più perché spesso lo stress associato al fattore temporale –DEVO TROVARE UNA SOLUZIONE ENTRO UN CERTO TEMPO –  diventa un elemento aggravante del processo di pensiero.

Allenare la capacità di problem solving è qualcosa che non ha semplicemente a che fare con il ragionamento. Ha più a che vedere con la creatività, con un livello di pensiero che definisco laterale, ambiguo, dinamico e fuori dagli schemi.

Il talento di MacGyver era proprio questo: scovare in oggetti assurdi come una lamella di plastica, un pezzo di legno con una forma particolare o altri oggetti materiali una potenzialità di utilizzo OLTRE quella che presentano in modo ordinario.

Significa mettersi per qualche secondo dal PUNTO DI VISTA di quell’oggetto e pensare in modo differente …non simmetrico.

Significa soprattutto pensare che TUTTO sia utilizzabile e possibile: tanto più se la creatività e l’ingegno si mescolano alla SAPIENTE CONOSCENZA tecnica  (MacGyver di fatto era molto “ferrato” in chimica e fisica).

Cosa c’entra – ti chiederai – tutto questo con il lavoro?

Approfondisco la cosa. Saper risolvere problemi in modo creativo, senza spreco di risorse, nel tempo che hai a disposizione NON solo è una abilità apprezzata da un imprenditore o da un datore di lavoro.

Ti dirò molto di più: è essenziale, AL MOMENTO nelle aziende.

Soprattutto se ambisci a ruoli attivi e prospettive di responsabilità e carriera.

Avere una maggiore abilità di problem solving significa anche dominare i processi di analisi, valutazione e decisione.

Insomma, questa abilità compendia in sé molte più caratteristiche ed elementi di competenza di quanto normalmente ti abbiano mai fatto pensare.

Certo, in alcuni nasce spontanea. In altri va allenata.

Perché di Problem solving esistono diversi METODI di APPROCCIO e apprendimento.

Un esempio? Il metodo F.A.R.E.

In letteratura si trovano diverse schematizzazioni che spiegano i passaggi da seguire per migliorare le proprie capacità.

L’ACRONIMO F.A.R.E.  racchiude tutte le fasi per il raggiungimento della soluzione:

  1. Focalizzare: selezione e definizione del problema (circoscriverlo). È possibile aiutarsi come una descrizione scritta.
  2. Analizzare: definizione delle informazioni da ricavare e della loro importanza per poi raccogliere i dati.
  3. Risolvere: creazione di soluzioni alternativa e selezione della migliore. Sviluppo di un piano di attuazione.
  4. Eseguire: definire l’obiettivo desiderato, esecuzione del piano e monitoraggio dei risultati.

E’ SOLO UNO DEI METODI.

Ma per scoprire come attivarne altri e soprattutto individuare la tua personale strategia per potenziare la tua abilità di problem solving, prenotati subito al WORKSHOP GRATUITO che si terrà il prossimo 16 e 17 gennaio 2017 presso l’Aula Magna dell’Ateneo dell’Università di Bari, a partire dalle ore 9.00.

Attraverso un percorso pratico, avrai modo già di attivare qualche utile idea per sviluppare al meglio il tuo talento da MacGyver per utilizzarlo come plus nella tua presentazione personale e professionale.

Tutte le info su: http://www.mastercoachitalia.com/team-working-problem-solving-coaching

Coach Daniela Marrocco (Docente Scuola di Coaching MCI)

 

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