Come una freccia che solca l’aria ed indisturbata si posiziona al centro di un bersaglio dopo un volo lineare e quasi artistico, simile ad una meteora luminosa che vola altissima nel buio della notte, così si conclude il mio percorso formativo di coaching.

Provengo dal mondo dello sport dove tutto è sfida, dove vivi incertezze, tensioni e paure, vittorie e sconfitte, risate e lacrime che siano esse di gioia o di dolore.

Proprio grazie ad esperienze come lo sport nella vita capita spesso di volersi mettere in discussione, ad esempio nel momento in cui si decide di dare il proprio sapere a servizio degli altri, i timori ti invadono, le domande ti perseguitano, cerchi conferme in qualsiasi cosa tu faccia e spesso non ti senti all’altezza.

Il mio percorso di coaching è nato proprio così, con i miei tanti dubbi che distoglievano l’ attenzione dagli obiettivi prefissati.

Ricordo sempre, e racconto con orgoglio, il primo incontro con la mia Coach Daniela Marrocco (docente della Scuola di Coaching MCI).
L’ho avvicinata durante una pausa del corso per Istruttori Federali di Tiro con l’Arco e, davanti ad un gustoso caffè, credetemi ne sento ancora il profumo ed il sapore, inizio ad esternarle quelle che erano le mie paure, le mie insicurezze.
Lo sguardo di Daniela era intenso, ma dolce, la sua voce determinata, ma delicata, i suoi movimenti decisi, ma protettivi,  era come vivere una magia, una magia fatta di domande ben precise, prive di alcun suggerimento, ma che tiravano fuori da me delle emozioni che custodisco gelosamente, una magia il cui risultato era sorprendentemente…semplice, una magia che mi ha reso consapevole di avere già tutte le risposte ai miei dubbi e alle mie domande.

Un mondo nuovo si aprì davanti ad i miei occhi, in fondo stavo bene, ma le domande che mi posi furono molto semplici e dirette, perché non stare meglio? Perché non migliorare per me stesso e crescere con l’obiettivo di aiutare gli altri ad…emozionarsi?

Di qui la mia avventura in Master Coach Italia, quattro mesi intensi che mi hanno accompagnato in un percorso ben definito e pianificato.
Come su un circuito automobilistico in una vettura guidata da due piloti di eccezione, Daniela Marrocco e Pasquale Adamo, con ai box due strateghe impeccabili Luana Berardi e Maria Carducci, con compagni di scuderia che mi hanno dato la possibilità di crescere e migliorare…una squadra che arriva per prima sotto la bandiera a scacchi.

Creare empatia, sospendere i propri giudizi, focalizzarsi sugli altri attraverso la comunicazione efficace è un bagaglio importantissimo che porto con me nelle cose di ogni giorno.
E’ vero: nel coaching ti doni agli altri, ma in un percorso di coaching si cresce notevolmente anche a livello personale.

Se dovessi descrivere il risultato del mio percorso riprenderei ciò che mi ha spinto ad intraprenderlo: godere delle proprie e delle altrui positive emozioni!

Con la Scuola di Coaching ho (ri)scoperto che è davvero bello e gratificante “darsi”.
Mettere in condizione gli altri di accedere e vivere nuove possibilità.
Per questo, ho deciso di mettermi al servizio degli altri con nuova energia e passione, anche attraverso l’attività del Coaching, per condividere percorsi di crescita e benessere.

Coach Luciano Spera (Tecnico Fitarco e Allievo Scuola di Coaching MCI)

 

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