A cosa può dar vita l’incontro tra Start Up e Coaching? Per prima cosa, a molte utili riflessioni. Quelle che seguono sono frutto di un’esperienza condivisa dal coach Pasquale Adamo con i giovani imprenditori ospitati dall’incubatore MEDAB dell’Istituto Agronomico Mediterraneo Bari. In questo contesto stimolante ed integrato, è stato loro proposto, tra gennaio e luglio 2015, un percorso di mentoring e coaching con l’obiettivo di accompagnare la germogliazione delle loro idee.

Immaginate una ventina di ragazzi con un’idea di business per la testa, una Start Up, una sorta di seme che è stato solo scoperto, ma che occorrerà interrare e concimare. Ora immaginate che in questo processo intervenga un Coach, impegnato nell’accompagnarli alla scoperta dei loro punti di forza e di debolezza: di quali aspetti dovrà tenere conto in una realtà imprenditoriale che si sta formando?

La mia esperienza di Coaching al fianco delle Start Up mi ha insegnato che è importante soffermarsi su alcuni punti generali che ora condividerò con voi.

CHI
La prima abilità che un Coach deve possedere per lavorare con le Start Up è quella di comprendere chi ha di fronte in termini di Business (attitudine all’imprenditorialità), in termini di motivazione (quanto ci credi nella tua idea) e in termini di team (quanto il gruppo di lavoro può chiamarsi Team).
Naturalmente, il percorso di Coaching è stato differente sulla base dei dati riscontrati, ma in tutti i casi l’obiettivo principale è stato quello di creare affiatamento all’interno del Team, elemento indispensabile per prendersi cura della propria Start Up. A questa è seguita un’azione mirata ad innalzare i livelli di motivazione, condizione indispensabile per procedere con la realizzazione della propria idea di business, quindi l’attenzione si è concentrata sullo sviluppare un approccio imprenditoriale, presupposto necessario per dirigersi verso il successo.

COSA
Per chi lavora con le Start Up, soprattutto quando sono ad uno stadio primordiale, sa benissimo che l’unica cosa che si possiede all’inizio è un’idea! Ed è forse proprio per questo, che si è molto affezionati a quell’idea, tanto da avere enormi difficoltà a metterla in discussione e ad apportare eventuali modifiche richieste dal mercato. Ecco un ulteriore area di intervento del Coach: accompagnare, il termine non è casuale, le giovani idee verso un percorso di confronto con il mercato ed, eventualmente, un percorso di revisione dell’idea stessa. L’aspetto difficile da considerare in questa fase è quello di trovare un equilibrio tra l’essenza dell’idea proposta e le modifiche necessarie affinché risponda ai bisogni del mercato. Insomma, da una parte mantenere le caratteristiche salienti dell’idea di business, evitando di snaturarla, e dall’altra non trascurare le regole del mercato.

QUANDO
Nel campo delle Start Up si sente spesso parlare di  investitori, business angel e venture capitalist. Componenti, spesso essenziali, per la raccogliere le risorse di partenza utili ad avviare un’impresa.Il Coach sa che tali componenti valutano per prima cosa la capacità di realizzazione degli startupper. Quella che viene definita in gerco: execution! Non è sufficiente avere una buona idea. Quella possono averla in tanti, ma quanto sei capace di realizzarla e in quanto tempo. Soprattutto, in quanto tempo!
In questa dimensione, il Coach si trova a sua agio, è pane per i suoi denti. Mettere insieme il raggiungimento degli obiettivi, con i tempi e il rispetto di tabelle di marcia è compito agevole per il Coach che sa come guidare e, a volte, spingere i propri clienti verso il raggiungimento dei risultati in tempi prestabiliti.

PERCHÈ
Qual è la Vision legata alla tua Start Up? In che modo vuoi cambiare il mondo e apportare un beneficio? Sono domande che devono essere fatte e che devono trovare una risposta. Il Coach deve aiutare i giovani innovatori, non tanto a trovare le risposte, ma a comunicarle efficacemente. Nella mia esperienza ho riscontrato che tutti i giovani innovatori sapevano qual era il bisogno che intendevano soddisfare con la loro idea di business, tutti conoscevano la propria value proposition, ma pochissimi sapevano trasmetterla, sapevano comunicarla efficacemente. Ancora una volta, il Coach può intervenire in modo professionale su questo aspetto. Può fornire validi strumenti per realizzare una comunicazione strategica ed efficace.

DOVE
In alcuni casi, bisogna insegnare ai giovani startupper che il luogo del business è fuori! Non è all’interno di un incubatore, né di un garage o, peggio, della propria stanzetta. In molti casi, gli startupper hanno paura a confrontarsi con il mondo esterno, temono il fallimento! In questo caso, il Coach dovrà far comprendere loro le regole che sono alla base della stessa attività del Coaching: interpretare gli errori come delle opportunità, riuscire a vedere nelle sfide delle occasioni, assumersi la responsabilità dei propri risultati e di tutti quegli assunti che danno vita ad un atteggiamento efficace. A lungo andare il Coach, forse, rischia di dare per scontato queste convinzioni potenzianti, ma non deve mai correre questo rischio, soprattutto con dei giovani, e ancor di più con dei giovani che hanno un sogno da realizzare.

Il lavoro con il Coach, basato su questi punti, può fare la differenza nel destino di un’azienda: farsi le giuste domande all’inizio, può risparmiare tanti dubbi in seguito. Se anche tu stai coltivando un’idea imprenditoriale e vuoi innaffiarla con organizzazione e tenacia, prova a confrontarti con i coach di Master Coach Italia e partecipa al workshop gratuito Biz Factor per Start Up di successo!

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